martedì 22 novembre 2011

CHANEL e le stelle che cadono nella notte dei desideri.

Sono stelle che cadono, nelle notti dei desideri. Sono le stelle del prossimo, vicinissimo Natale.
E le stelle sono gli accessori created by Mr. Karl for CHANEL: una mini-collezione interamente dedicata ai giorni della festa più amata dell'anno, chiamata appunto Holidays Collection.
Dalla piccola pelletteria alle cravatte, il mini-sito dedicato sembra la stanza dei balocchi e il nostro computer prende improvvisamente la forma di un albero di Natale: preparate la vostra wish list e siate pronti a condividerla con i vostri boy o le vostre amiche del cuore - mamme, cugine, zii, nonne, cognate e chi più ne ha più ne condivida!!!
A voi cosa piace di più? Io ADORO la cravatta con il fiorellino (che sicuramente regalerò!) e la spilla-camelia!
Sempre dopo la mini 2.55, SURE.

MINI 2.55 CHANEL for Christmas 2011
- Ma Mademoiselle Gabrielle non sarebbe impazzita pure lei a vederla?! -


giovedì 17 novembre 2011

The new Vuitton's web site. Talking about fenomeni complessi.

Mi ricordo di tanti anni fa, quando ancora io ero acerba.
Brancolavo spesso nel buio e mia sorella altrettanto spesso accendeva un faretto che mi faceva strada.
Un giorno si parlò dell'alta moda (mi pare fosse Versace) e lei mi disse (a me che - ebbene si -  da piccola sono stata una vecchia bacchettona) che non ero pronta a capire che l'acquisto di certi marchi non rappresentava solo il vezzo di ricche signore, ma una risorsa economica importantissima per il nostro Paese e altrettanto per mantenere in vita molte associazioni benefiche.
Perché dietro i lustri dei brand ci sono aziende vere e proprie, che danno lavoro al produttore e fino al commesso, passando per i giornalisti delle riviste di moda e i sarti e i commercianti di stoffe. E se vogliamo è meno scostumato comprare un abito/accessorio costoso in boutique piuttosto che comprarne uno contraffatto, che poi contribuisce ad aumentare i giri loschi del riciclaggio e del lavoro nero, degli sfruttatori e dei migranti - ma questa è un'altra storia.
Ecco, il nuovo sito di Louis Vuitton improvvisamente mi ha fatto tornare in mente quella chiacchierata di anni or sono. Certo, il LVMH Group ha come fine ultimo l'aumento dei fatturati e il ROI, ma come tanti altri marchi sta dando il giusto peso alla Responsabilità Sociale che ogni azienda dovrebbe assumersi.
Ho fatto un giro sul sito e mi è piaciuto un sacco ascoltare l'esperienza di Angelina Jolie in Cambogia: mi è parso che da una parte Vuitton stesse recuperando le radici del passato, dato che nacque come artigiano  produttore di bauli da viaggio, dall'altra cercasse di avvicinare il suo brand a valori positivi, che ci inducono a fare un pensiero a chi è meno fortunato di noi e ci avvicinano a culture diverse dalla nostra, ma non per questo peggiori o inferiori alla nostra. Insomma, diciamo che sta facendo il buon caro vecchio gioco di unire l'utile al dilettevole...come hanno fatto anche Bulgari con l'anello Save The Children e Vivienne Westwood con il progetto Ethical Fashion, tanto per citarne un paio.
Certo, fa da contrappeso il valore commerciale di una certa campagna (come già ci ricordava Thomas Dana, autore di DELUXE. Come i grandi marchi hanno spento il lusso), tant'è vero che per vedere alcuni video - tra i più interessanti - un pop-up ci invita a diventare FAN su facebook di Vuitton (Vuitton su facebook???); ma che si credeva? Anche loro dovevano prima o poi fare i conti con il multimedia, i social network, il social marketing...
E anche Vuitton inizierà a fare i conti con i consumatori evoluti, che vogliono assomigliare sempre meno alle masse eppure sentirsene sempre più parte.
A proposito: quando inizierà a fare i conti con gli internauti che si annoiano alla terza capriola del loro logo?! Dai, il web è una cosa per gente veloce....per gente che non ha tempo.
(Oltre che per gente che perde-tempo).

L'anello Bulgari per Save Te Children.

Cartolina di presentazione del progetto di Vivienne Westwood in Africa.


mercoledì 16 novembre 2011

Angel's House. Come una poesia.

Angel's House - Paliano




Ecco...che posso dirvi di Angel's House?
Leggete l'articolo, così conoscerete anche questa splendida rivista che è Mia Casa (il cartaceo ci piace molto più del web!).
Il lampadario che vedete nel salotto, che sembra una Rete, è Le Lacrime del Pescatore, di Ingo Maurer: un capolavoro!
http://www.miacasaonline.it/realizzazioni_angelshouse.php




Vi presento NAGA PANCHAMI.

Naga Panchami è il nome di un Festival Hindu celebrato in onore dei serpenti.
Su internet si trova la storia di questo festival, per chi fosse curioso di conoscerne i dettagli.
Tuttavia, se si fa una ricerca con google.it, la prima voce che il più usato motore di ricerca suggerisce è nagapanchami.com, brand di favolose sciarpe in cashmere.
Ci piace il claim di questo giovane marchio, che recita:
Indossiamo ciò che ci piace e ciò che, in un certo senso, ci regala emozioni.
Ma sopratutto ci piacciono le sciarpe: finissimi accostamenti di colore, divertenti messaggi ricamati, stampe che dichiarano il mood di chi le indossa.
Sono di quei pezzi che restano nell'armadio per sempre e, appunto ci abbracciano nel ricordo dei momenti vissuti e ci accompagnano in quelli ancora da vivere.
Complimenti agli ideatori del brand, anche per la divertenti cards che è possibile scaricare dal sito!
Pois Blu White Red


La nostra preferita: TOWN!

Una delle cards che si possono scaricare dal sito.



martedì 15 novembre 2011

Bikers boot e polacchini con zeppa: season's must have!

Una vera passione per chi e' rock nell'anima: bikers boots o polacchini con zeppa non possono mancare negli outfit di questa stagione.
Stanno bene con le gonne e sono il top con pantaloni skinny: da scegliere neri oppure osare il colore: donano un'allure da top!
Sono originali abbinati al piu' classico dei colli a V - sovrapposto a una canotta oversize - e magari con un filo di perle che alleggeriscono l'outfit. Stanno troppo bene con le camicie a quadri un pò country oppure con abitini bon ton, per sdrammatizzarli e non sembrare troppo bambole.


lunedì 14 novembre 2011

lartelamodaildesign: Ptolomeo sarà il prossimo acquisto.

lartelamodaildesign: Ptolomeo sarà il prossimo acquisto.: Ho sempre desiderato una casa interamente bianca, in cui il colore fosse dato esclusivamente da libri, dipinti e oggetti - pochi ma stravaga...

Ptolomeo sarà il prossimo acquisto.

Ho sempre desiderato una casa interamente bianca, in cui il colore fosse dato esclusivamente da libri, dipinti e oggetti - pochi ma stravaganti. Il destino ha voluto che la prima casa su cui sperimentare (pseudo) doti di interior designer fosse di soli 60 mq: uno spazio talmente piccolo da richiedere massima attenzione nella scelta dell'arredamento e nelle proporzioni da rispettare.
I libri che colorano questa casa quasi interamente bianca (salvo qualche colpo di argento, nero e acciaio) hanno trovato spazio su: nicchie ricavate da una parete in cartongesso, una falsa-scala (che dovrebbe servire ad arrivare a prendere quelli più in alto) e sul pavimento. Ecco, in quest'ultimo caso l'idea di partenza era sfruttare l'altezza in mancanza di mq calpestabili: avete idea di cosa significa formare una colonna di libri dal pavimento al soffitto?! Una vera schiavitù: ogni volta che devi pulire il pavimento, massima attenzione che nessun liquido cada nei pressi, accumulo di polvere eccessiva, bla bla bla. 
Poi un giorno incontri Ptolomeo. E pensi che c'è sempre chi ha pensato prima di Te, che la tua creatività sia esattamente la sintesi della tua cultura!

Ptolomeo è un pezzo di design di Bruno Rainaldi.
Ha vinto il premio Compasso D'oro nel 2002 - Il riconoscimento fa riferimento al compasso di Adalbert Goeringer e alla proporzione aurea. 
Corro!


Ptolomeo - libreria. Compasso D'oro 2002.

La felicità è una maglia da pochi euro!

In italiano suonerebbe più o meno così la frase Happiness is a 10$ tee, nome di un brand 100% made in Italy che da qualche tempo sta spopolando, sopratutto tra chi tenta di imitarlo!
L'idea di Mike e dei suoi tre amici è semplice ma geniale, come spesso accade: diffondere il buon umore e il proprio style of life, indossandolo.
Le maglie sono prodotte in due/tre modelli, quanto basta per dare spazio ai concetti e ai messaggi che chi le sceglie vuol condividere.
Fresche e divertenti, sono indossate da molti personaggi dello spettacolo (Melissa Satta è stata una delle prime) e sono davvero alla portata di tutti (prezzo medio 35€).

Di Happiness ci piacciono molto anche felpe e accessori!

http://www.10dollartee.com/









domenica 6 novembre 2011

Un matrimonio country-chic!

Va sempre più di moda sposarsi all'americana. Location meravigliose, addobbi floreali sontuosi, allestimenti decisamente chic. Noi abbiamo scelto invece di sposarci all'italiana, per rispettare la tradizione e anche per far godere ai nostri invitati una  giornata diversa.
Il nostro matrimonio è stata una festa itinerante: abbiamo accolto gli ospiti con un aperitivo di benvenuto in un Parco allestito con sedute stile pic-nic, per poi spostarci nella Sala, allestita a tema country-chic, mood di tutto il matrimonio.
Mi ha portato in Chiesa una FIAT 500 bianca: era sempre stato il mio sogno!
Mi ha accolto Carlo all'altare con un Panama, perfettamente in tema con il mio abito (tutta organza di seta, un corto-lungo molto sbarazzino).
Io e Carlo siamo entrati in Sala a ritmo di musica (Il più grande spettacolo dopo il big bang, Jovanotti). Subito dopo il pranzo abbiamo offerto un buffet di dolci nell'atrio esterno, adiacente la Sala, interamente a vetrate che affacciano sul verde di una campagna ciociara.
In questo spazio abbiamo tagliato la nostra torta :-)
Per il passaggio dal pranzo del giorno alla festa della sera, abbiamo allestito il prato con divani e lenzuoli con cuscini: angolo dei distillati, confettata e punti-bar!
In ogni gazebo, i barman servivano distillati e aperitivi pre-cena.
La cena è ricominciata con un grande antipasto a buffet, per poi rientrare in sala dove ci aspettava la cena a buffet.
Ma la serata non è finita così: di nuovo tutti nel Parco, dove nel frattempo era stata allestita una pista disco-dance!

Location: Ristorante Est Est, Paliano FR (30 minuti da Roma sud).
Wedding e allestimento: Alessandra Papa

Vi mostro un pò di foto:










giovedì 27 ottobre 2011

La riscoperta del gusto italiano.

Beh si, non è che mai nessuno se lo sia dimenticato: il nostro Paese è famoso nel mondo anche e sopratutto per la sana e ottima cucina, tutta una tradizione di fornelli e nonne col grembiule.
Eppure sembra che da qualche tempo a questa parte tanti tra coloro che avevano avuto fortuna approdando nel Bel Paese con format americanizzati - penso ai vari McDonald e Burger King - o comunque d'oltralpe - penso alla recente apertura a Milano di Ladurée - si siano accorti che devono essere finiti i tempi in cui gli italiani volevano a tutti i costi essere altro fuorché, appunto, italiani.
Si parte da una riscoperta dell'eccellenza italiana, probabilmente grazie al 150° dall'Unità festeggiato nel 2011 - ma che era già partita con il progetto Eataly: tutti a riproporre vecchie campagne promozionali, tutti a ricordare i fasti che furono dell'azienda tal dei tali. Parte la FIAT, con il lancio della nuova 500 e un video strappalacrime sul nostro glorioso passato - film di tornatore incluso con la scena di Nuovo cinema Paradiso. Ma forse era già partita Barilla, con un packaging che strizza sempre l'occhio al passato. Sembra quasi che invece di andare avanti guardiamo indietro.
In generale, il marketing si rivolge dunque sempre più spesso alle glorie del passato per incrementare i consumi del presente: per i consumtori è rassicurante e per chi decide le strategie promozionali  è meno rischioso che tentare conm le innovazioni. Vedo che tutto questo vale anche per il design degli oggetti, sempre più vintage: penso alla Mokona di Bialetti, ai distributori di caramelle in miniatura, alle stesse automobili, agli orologi e ad altro ancora (magari postate voi qualcosa di interessante)!
Ma quello che mi ha più affascinato è stata la strategia di MacDonald: il format americano per eccellenza che mentre altri tentano la stessa fortuna (penso a MAMA Burger, a Miss Chicken, ...) è andato a scomodare Gualtiero Marchesi (quanti oh my God in Rete...) per promuovere un panetto all'italiana. Davvero geniale. E in effetti tempo indietro mi ero ritrovata a una tavola rotonda dell'associazione POPAI insieme al Responsabiel Marketing italiano del MAC in cui si parlava di marketing e nuove tecnologie (Digital Signage in particolare): il suo intervento si concluse più o meno così "ma alla fine noi vendiamo panetti, cosa ci vogliamo inventare con questa tecnologia per attirare i consumatori che stiamo perdendo?".
Ecco, ha guardato al passato e all'italianità e ha elegantemente skippato il futuro e la globalizzazione, per garantirsi il presente.
In questa settimana milanese mi è sembrato comunque che questa manìa dell'eccellenza italiana stesse davvero dilagando: in una bella cioccolateria che si trova in una traversa del centralissimo Corso Vittorio Emanuele (manco a dirlo si chiama Cioccolati Italiani) tutti i maitre chocolatier che lavorano praticamente in vetrina, dato che il layout del punto vendita è tutto vetri - indossano maglie con il claim "noi lo facciamo davanti a tutti" è un sottile giocare con un paio di grandi glorie tutte italiane (dicono).
Scusi, Ladurée. Ma Lei chi è?
;-)



Una lettura al mese.

1492. Per chi ha sempre sentito parlare della scoperta dell'America potrebbe essere illuminante cambiare prospettiva, leggendo La conquista dell'America e il problema dell'altro di Tzvetan Todorov.

Provare a ribaltare i canoni e domandarsi come mai ci si concede il lusso di stabilire cosa è giusto e cosa non lo è.

Un saggio inizialmente duro ma che poi ci legge con piacere. Per poi scoprire che era un dovere.

mercoledì 26 ottobre 2011

Dipinti che fanno sognare.

Tempo fa ho regalato un libro a un caro amico, il titolo è Lo potevo fare anch'io di Francesco Bonami - edito da Mondadori. Non ho letto questo saggio, ma non è di questo che voglio parlare: il titolo mi intrigava. E' forte la tentazione, di fronte un'opera d'arte pittorica o scultorea, di pronunciare questa frase. Lo so, è un pensiero piuttosto becero, ma non facciamo gli ipocriti. Un pensiero è un pensiero perché è spontaneo, altrimenti che pensiero sarebbe? Ebbene, è difficile, al di là della preparazione culturale nel settore artistico (e ve lo dico da appassionata allieva di studi d'arte moderna e contemporanea) dire cosa è arte e cosa non lo è. Una volta qualcuno mi disse che un'opera d'ate è tale quando ti provoca un'emozione. Si, certo: una pittura o una scultura possono essere considerate arte relativamente a tanti canoni e parametri: la tecnica che usano, l'innovazione che introducono, il contesto in cui riescono a collocarsi. Eppure questa definizione mi ha affascinato più di tutte le altre. Un'opera d'arte è tale quando fa sognare.
I dipinti di Annalisa Calabrese tanto tempo fa mi fecero sognare il giorno in cui sarebbero stati appesi nella mia casa da condividere con Carlo. Era stato quello stesso amico di cui parlo a inizio post a farmi conoscere il mondo di Annalisa.
Quando abbiamo deciso di sposarci, con Carlo siamo partiti alla volta di Como, un'incantevole location per scegliere - insieme alla stessa Annalisa - i dipinti che ci piaceva ospitare nella nostra casa.
Ecco: adesso loro sono lì, a dare un pizzico di sogno alla casa che non riuscivamo mai ad immaginare.


http://www.annalisacalabrese.com.

Chanel Boy Bag.

Molto femminile, ma con un lato decisamente maschile. Ecco la nuova bag di CHANEL, un design che interpreta perfettamente lo stile che fu di Mademoiselle Gabrielle.
Diciamo che non è proprio la borsa che tutte desiderano e che se una donna dispone di un budget così altro per comprare una borsa della maison francese, è più facile che la scelta cada sulla borsa icona, la splendida 2.55, o magari su una COCO COCOON.
Eppure questa Boy Bag ci piace: le linee rigorose appartengono a una donna molto sicura del suo fascino, che non ha bisogno di molto altro che di se stessa per affascinare i suoi interlocutori.
E poi ci fa sentire un pò maschi, finalmente libere di esprimere lo stesso potenziale.
Poco civette, molto Gabrielle.

giovedì 29 settembre 2011

Se uno nasce tondo.

Mi chiedo da sempre cosa spinga un blogger a diventare tale. Per quanto possa essere un piacere personale, uno sfogo o un modo per evadere, resta sempre un'attività molto impegnativa che nella frenesia del quotidiano è sempre togliere tempo ad altro da fare.
Poi un giorno decidi di capire. E per capire bisogna (spesso) provare.
Eccomi dunque a cimentarmi in uno spazio tutto mio, in cui esprimere pensieri ma sopratutto condividere sapere: mettere a fattor comune le esperienze e dare spazio alle opinioni altrui, per iniziare a guardare da altre prospettive e apprezzare altri punti di vista.
Ricordo di aver letto un libro di Virginia Woolf - Una stanza tutta per sé - in anni in cui non era scontato capirne il significato. A distanza di tanti anni, credo che il Web (e in particolare i Blog) ci abbiano aperto una stanza vuota in cui godere della calma che serve per scrivere e dedicarsi alle proprie passioni (fuori abbiamo lasciato le lavatrici, le pentole, i folletti e chiaramente il lavoro).
Benvenute a voi che mi leggerete!
Vic.